Martedì 21 maggio - Ultimo aggiornamento 08:58

Costa Concordia - La roccia nella chiglia non viene via
Isola del Giglio (Grosseto) - Una "figuraccia" in mondovisione. Sono concordi i residenti del Giglio quando commentano quello che sta succedendo nel cantiere per il recupero della nave da crociera naufragata lo scorso 13 gennaio sull'isola.
Nei giorni scorsi il rapido "cambio di rotta" - annunciato da Firenze Oggi Notizie - sulle perforazioni (meno pali e di diametro inferiore) e, nelle ultime ore gli imbarazzi per lo scoglio conficcato nel ventre della Concordia che doveva essere rimosso "agevolmente" dopo essere stato suddiviso in tre pezzi e che, invece, è ancora lì, tra gli sforzi sempre più nervosi dello staff.
Il tutto davanti alle telecamere delle tv di tutto il mondo che stanno seguendo le operazioni di recupero di una nave diventata tristemente nota a livello planetario.
Lo scoglio, del peso di svariate decine di tonnellate, è stato prima crivellato di colpi, scavati con enormi trapani e poi sottoposto a tensioni che avrebbero dovuto spezzarlo.
E invece la roccia è ancora lì, a monito di quel che dovranno affrontare le squadre di recupero e che, come già denunciato da Firenze Oggi Notizie, potrebbe diventare un problema ambientale per l'Isola del Giglio ed una "catastrofe" per il progetto di recupero.
Appare evidente che i tecnici potrebbero aver sottostimato la consistenza della roccia di cui è composto il Giglio e che questo errore potrebbe rivelarsi fatale nella successiva operazione, quella di scavo dei pali di sostegno cui verrà ancorata la piattaforma di sostegno e la stessa "macchina" che dovrebbe sollevare la Costa Concordia.
Si teme che le trivellazioni possano trasformarsi in un incubo per gli abitanti del Giglio e per i turisti che affollano le spiagge nonostante la tragedia sia avvenuta a breve distanza.
Parliamo di rumori assordanti (trivelle in azione giorno e notte) e del rischio che il mare possa essere inquinato dal materiale eroso dalle trivelle. Centinaia di tonnellate di fanghi che dovrebbero essere pompati su piattaforme e smaltiti (dove non è dato sapere).
La tensione attorno al progetto di recupero cresce di ora in ora ma nessuno sembra preoccuparsene.
Nei giorni scorsi il rapido "cambio di rotta" - annunciato da Firenze Oggi Notizie - sulle perforazioni (meno pali e di diametro inferiore) e, nelle ultime ore gli imbarazzi per lo scoglio conficcato nel ventre della Concordia che doveva essere rimosso "agevolmente" dopo essere stato suddiviso in tre pezzi e che, invece, è ancora lì, tra gli sforzi sempre più nervosi dello staff.
Il tutto davanti alle telecamere delle tv di tutto il mondo che stanno seguendo le operazioni di recupero di una nave diventata tristemente nota a livello planetario.
Lo scoglio, del peso di svariate decine di tonnellate, è stato prima crivellato di colpi, scavati con enormi trapani e poi sottoposto a tensioni che avrebbero dovuto spezzarlo.
E invece la roccia è ancora lì, a monito di quel che dovranno affrontare le squadre di recupero e che, come già denunciato da Firenze Oggi Notizie, potrebbe diventare un problema ambientale per l'Isola del Giglio ed una "catastrofe" per il progetto di recupero.
Appare evidente che i tecnici potrebbero aver sottostimato la consistenza della roccia di cui è composto il Giglio e che questo errore potrebbe rivelarsi fatale nella successiva operazione, quella di scavo dei pali di sostegno cui verrà ancorata la piattaforma di sostegno e la stessa "macchina" che dovrebbe sollevare la Costa Concordia.
Si teme che le trivellazioni possano trasformarsi in un incubo per gli abitanti del Giglio e per i turisti che affollano le spiagge nonostante la tragedia sia avvenuta a breve distanza.
Parliamo di rumori assordanti (trivelle in azione giorno e notte) e del rischio che il mare possa essere inquinato dal materiale eroso dalle trivelle. Centinaia di tonnellate di fanghi che dovrebbero essere pompati su piattaforme e smaltiti (dove non è dato sapere).
La tensione attorno al progetto di recupero cresce di ora in ora ma nessuno sembra preoccuparsene.
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